Incendio doloso al bar “Angolo di cielo”: rinviati a giudizio il presunto mandante e i due esecutori materiali. Dall’indagine dei carabinieri di Varese, coordinata dal pubblico ministero emerge uno spaccato allarmante: si tratterebbe di una faida tra commercianti.
O meglio di un complotto per far sloggiare rapidamente , il giovane esercente che aveva aperto il locale di via Sacco (di fronte al palazzo comunale) riscuotendo un gran successo: l’Angolo era infatti all’epoca frequentato da centinaia di ragazzini soprattutto nel fine settimana.
Il mandante, stando all’accusa, è il gestore della tabaccheria al civico 2 di via Sacco: il vicino di negozio di Wei Wei. Che tra i due commercianti ci fossero dei problemi è noto: il tabaccaio aveva più volte denunciato il vicino segnalando alle forze di polizia il non rispetto degli orari di chiusura del bar, il sospetto che venisse servito alcol a minori di 16 anni, gli atti vandalici da parte dei clienti che avrebbero danneggiato il distributore automatico della tabaccheria.
Anche altri residenti si erano lamentati per gli schiamazzi notturni e la sporcizia lasciata dagli avventori. Stando alla procura, però, si è andati oltre.
L’incendio nella notte del 20 maggio 2011, che danneggiò il locale creando non pochi problemi economici, sarebbe da considerarsi l’epilogo di un piano più elaborato: «Prima – racconta lo stesso Wei Wei – ci furono alcuni avvertimenti. In quattro occasioni mi furono rotte le vetrate di ingresso con colpi di mazza o sassate».
© riproduzione riservata













