#Lombardia2030 investe su Varese. Tra cielo ed energia

Confindustria Lombardia e Liuc lanciano il piano per lo sviluppo e la competitività regionale. Cluster. capitale umano ed export i temi chiave

La provincia di Varese protagonista del piano strategico #Lombardia2030 per lo sviluppo e la competitività della regione, presentato ieri a Milano da Confindustria Lombardia.
Un piano particolareggiato, sviluppato in collaborazione con l’Università Liuc di Castellanza e con i contributi di Fondazione Edison e Centro Studi Confindustria.
Un’analisi dettagliata che ha toccato tutte le province della Lombardia e che è stata presentata da Alberto Ribolla, presidente degli industriali lombardi ed ex numero uno di Univa, il quale ha delineato le strategie dell’associazione di categoria da qui ai prossimi 15 anni.

Quattro le parole d’ordine contenute nel piano: cultura d’impresa, cluster, capitale umano e formazione professionale, internazionalizzazione.
La promozione e il rafforzamento dei cluster lombardi riguarda da vicino il sistema produttivo della nostra provincia; per Varese, il cluster di punta, ovvero l’aggregazione strutturata di imprese, università, centri di ricerca e altri soggetti attivi nel campo della competitività, continuerà ad essere quello dell’aerospazio.
Un sistema capace di integrare diverse competenze, dall’ala fissa a quella rotante, dalla produzione di satelliti e osservazione delle terra all’avionica, dai materiali alla produzione di equipaggiamenti e di sistemi qualificati.
Il cluster varesino riunisce 74 imprese, sei università e centri ricerca e un’associazione. Varese non è solo aerospazio, ma è anche energia e ambiente con un cluster che riunisce 108 imprese, otto università, quattro banche, quindici organizzazioni e cinque pubbliche amministrazioni.
Il sistema Varese partecipa anche al cluster “Fabbrica intelligente”, uno dei cardini del piano #Lombardia2030; questa aggregazione di cui fanno parte 88 aziende, sette enti di ricerca e 11 associazioni, promuove e agevola la ricerca e l’innovazione sulla tecnologie per il settore manifatturiero, per sostenere e sviluppare la leadership e la competitività del sistema produttivo lombardo.

«Il piano strategico #Lombardia 2030 parte dal presupposto che la competitività delle imprese non è disgiungibile dalla crescita dei territori e della società – ha affermato Ribolla – Confindustria Lombardia intende perseguire la crescita del suo sistema industriale, con al centro il manifatturiero, consapevole che la prosperità generata si riverbera su tutti gli stakeholder, sulla dimensione sociale e culturale dell’intera regione e del Paese».
La provincia di Varese è chiamata a giocare in questo contesto un ruolo da protagonista, non solo nel potenziamento dei cluster, ma anche nell’industria 4.0, le cui potenzialità per il nostro sistema sono molto promettenti.
Le linee di produzione saranno in grado di riconfigurarsi automaticamente per ottimizzare la produttività, rispondere dinamicamente ai nuovi ordini e predire i guasti; ci si aspetta anche un aumento della flessibilità dei processi per arrivare alla linea che potrà produrre qualsiasi tipo di prodotto senza costosi set-up.
Varese è pioniera in questo ambito; Univa ha di recente lanciato un corso di approfondimento legato all’industria 4.0 in collaborazione con la Liuc, culminato con la missione nella Silicon Valley. «In questi anni, il sistema manifatturiero varesino ha saputo difendere con orgoglio la propria identità, reinterpretando il modo stesso di fare impresa – il commento di Riccardo Comerio, presidente di Univa – sempre più imprenditori hanno investito su iniziative di aggregazione delle forze attorno a progetti comuni».