La manifattura 4.0 nasce dalla tecnologia: ma la differenza la fanno sempre le idee

Terza puntata del nostro viaggio nella R-Evoluzione artigiana, che sarà festeggiata il 26 settembre. «Fondamentale stare al passo con i tempi. Una sfida economica? No, il segreto è il fattore umano»

Quanto vale oggi, da uno a dieci, nelle imprese artigiane la tecnologia? Per molte di loro il voto è tra l’otto e il nove se non dieci. E, tra fattore economico ed umano, è spesso quest’ultimo a fare la differenza in fatto di innovazione e capacità tecnologica. Perché la tecnologia ancora una volta ha bisogno di idee e di teste che sappiano pensare e risolvere i problemi. La R-Evoluzione artigiana di cui Confartiginato Varese parla da qualche tempo è anche questo perché il balzo in avanti ci fa parlare oggi di manifattura 4.0: parole che nelle imprese si sono già tradotte in realtà.

Ne sanno più di qualcosa in aziende come la di Biandronno dove dal 1987 si producono strumenti per la pesatura industriale, ma non solo: la gamma dei prodotti – tutti ad alto contenuto tecnologico – è piuttosto ampia. «La tecnologia per noi è tutto – conferma il titolare – perché le nostre produzioni devono stare al passo coi tempi». Per fare ciò contano maggiormente le risorse economiche e oppure il fattore umano? «Indubbiamente tutte e due – prosegue Marcon – però le risorse umane sono fondamentali perché anche se hai soldi da investire non vai avanti senza figure valide che hanno idee». Le idee sono quelle messe in campo di continuo in un’azienda come questa dove il cliente mette sul tappeto nuove esigenze che chiamano in causa sistemi ad ultrasuoni o capsule elettroniche. «L’amalgama delle persone che lavorano insieme qui per trovare soluzioni – dice – è fondamentale come la voglia del singolo di mettersi in gioco e trovare la soluzione più adatta». Dare un voto al peso della tecnologia? «Darei tra il 7 e l’8»: così risponde dalla di Caronno Varesino azienda fondata dal padre nel 1980. Qui si progettano, producono e installano impianti per l’aspirazione, il trattamento e il condizionamento dell’aria per il settore turistico e alberghiero ad altissimo livello, realizzando una bella fetta di fatturato con l’export. «Attraverso gli strumenti tecnologici – spiega Meroni – possiamo acquisire informazioni dettagliate sulle problematiche del cliente, anche se quest’ultimo si trova a grande distanza. Possiamo inoltre proporre le soluzioni più adeguate». Qui però entra in gioco il fattore umano, quello capace di usare la tecnologia per ottenere i risultati sperati.

«Come dice mio padre, i nostri prodotti sono come abiti su misura confezionati per gobbi: non troverà una gobba uguale all’altra o un nostro prodotto identico in due differenti cucine sia che si tratti di ristoranti, mense o alberghi». La tecnologia pesa anche alla di Caronno Pertusella, unica realtà italiana che progetta e produce dispositivi di riscaldamento medicale destinati a contrastare l’ipotermia in ambito peri operatorio e soccorso. Un’impresa giovane che ha come riferimento il mercato globale e per la quale ricerca e sviluppo sono il pane quotidiano. «Le persone preparate – ci dice – non

mancano, ma non è semplice trovare le risorse economiche necessarie a sostenere progetti di ricerca che nel nostro ambito sono lunghi e costosi, dal momento che hanno a che fare con la salute e richiedono complessi test per la funzionalità e la sicurezza». L’innovazione tecnologica investe anche settori più tradizionali, come quello in cui opera, sempre a Caronno Pertusella, la dove si producono idropitture e smalti di qualità per muro, ferro e legno: un’azienda che dal 1969 ha fatto tanti passi in avanti proprio grazie alla voglia di trovare sempre nuove soluzioni alle richieste dei clienti.

«Il mio voto alla tecnologia – dice il titolare – è un bel dieci perché è con l’innovazione, la ricerca e la tecnologia che si può anche offrire maggiore qualità dei prodotti ed è quello che noi facciamo». Qui fattore umano e fattore economico sono entrambe importanti. Il fiore all’occhiello? Si chiama Cristal Plast ed è una vernice sintetica e biodegradabile che si può usare come protezione per automobili, vetri, marmi e leghe leggere. Inutile dire che la capacità di innovare e di utilizzare le tecnologie, anche in questo caso, è stata determinante.