Qualità della vita in caduta libera Ma la città resta “VaresOttimista”

Il dossier del Sole 24Ore boccia il territorio sul doppio fronte ambiente e sicurezza. Barni (Bcc): «Via il pessimismo, la fiducia sta crescendo». Ambrosetti: «Aria nuova»

– Decisa retrocessione per Varese: lo decreta il dossier “Qualità della vita” che il Sole 24Ore da venticinque anni ci propone. Si tratta della classifica della vivibilità delle centosette province italiane.
Varese risulta cinquantaseiesima, perde dieci posizioni rispetto all’anno scorso abbandonando la parte alta della classifica. Per stilare la statistica, gli esperti del Sole 24Ore hanno preso in esame sei macroaree di interesse sociale, e una serie di 36 indicatori statistici che definiscono la qualità del vivere italiano, dal tenore di vita delle famiglie agli affari e lavoro, dalla situazione della popolazione all’ordine pubblico, al tempo libero, più una macroarea allargata che include servizi, ambiente e salute.

Gli indicatori che trascinano al basso Varese sono quelli relativi a sicurezza e alla macroarea mista a tema ambientale, mentre tutte le altre aree sono stabili o moderatamente positivi.
Il dossier presenta tanti numeri, tanti indicatori, che una app sul web consente di estrapolare dal database generale per fare confronti fra realtà specifiche e diverse: tuttavia la mancanza di legende e spiegazioni rende in vari casi astratte e non perfettamente comprensibili le valutazioni espresse nel dossier.
Ma, al di là delle statistiche, qual è veramente il polso della situazione che si vive in provincia di Varese?
Luca Barni della Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate non ha dubbi: «Per quanto riguarda il tenore di vita, la situazione della nostra provincia è migliore di tante altre. Allarmare è una abitudine tipica dei giornali italiani: come dice Spencer Klaw, professore di giornalismo alla Columbia University, “Quando scriverete editoriali datevi sempre aria di pessimisti: la gente scambia sempre il commentatore pessimista per autorevole, l’ottimista per superficiale”».
«Negli scorsi decenni si è prodotto tanto reddito grazie alla forte vocazione industriale della provincia varesotta. Noi conosciamo bene il territorio e possiamo dire che il patrimonio c’è».
E ancora: «I dati del Sole 24 ore dicono che stanno aumentando leggermente anche i consumi delle famiglie, questo vuol dire che sta aumentando anche la fiducia dopo anni di pessimismo imperante. E la fiducia è un elemento fondamentale per attuare la ripresa, perchè il consumo è la benzina dell’economia».

Concorda Paolo Ambrosetti, consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori Uniascom: «Per quanto riguarda gli affari e il lavoro, da un po’ di tempo a questa parte si respira aria nuova, ci sono molti nuovi esercizi commerciali gestiti da giovani, che stanno cambiando il volto del tessuto varesino e provinciale. Ci sono tanti piccoli imprenditori pieni di idee ed entusiasmo, che vogliono sperimentare nuovi modelli. L’innovazione a Varese esiste».
«Certo le difficoltà ci sono, ma non bisogna perdere l’entusiasmo: la nostra risposta è cercare di fare rete, creare azioni di comarketing. E se ai giovani dovesse mancare la preparazione, possiamo aiutarli: perchè la formazione su come approcciare il cliente, come fidelizzarlo, sia nelle iniziative in negozio sia in quelle online, deve essere aggiornata di anno in anno».
E puntare anche al mercato estero, che dai dati del Sole 24Ore risulta essere la nuova una tendenza assolutamente positiva per la realtà provinciale.