Avremo plastica dalla seta L’ha scoperta un varesino

È varesino l’inventore della plastica biodegradabile.

Si chiama Fiorenzo Omenetto, ha 46 anni ed è il coordinatore di un gruppo di studio specializzato nell’ottica non lineare in relazione a nuovi materiali alla Tufts University di Boston, negli Stati Uniti.

Un orgoglio per la nostra città e per l’intero Paese: Omenetto è stato inserito nella classifica dei signori del Made in Italy come protagonista del 2013.

Il suo merito è aver trovato la ricetta giusta per sostituire la plastica con la seta. Si dice che il nuovo materiale, scoperto dall’equipe guidata da Omenetto, rappresenterà una vera e propria rivoluzione in molti campi e sarà applicata prima di tutto in ambito medico e chirurgico. La plastica/seta, infatti, «è assolutamente biodegradabile e si integra perfettamente nei tessuti umani», spiega Omenetto.

Il nuovo materiale s ottiene attraverso un lungo e complesso processo che l’ingegnere elettronico varesino semplifica così: «Basta bollire i bozzoli con dei sali, lavarli per eliminare la sericina, reimmergere la seta in un secondo bagno di sali e rimuoverli tramite dialisi».

Sembra semplice, ma non lo è. E per arrivare al rivoluzionario risultato Omenetto ha dovuto fare molta strada. Da Varese si è prima spostato a Pavia per frequentare l’università; dopo la laurea e il dottorato è emigrato a Boston. Un cervello in fuga che all’estero ha saputo esprimere il meglio di sé. Agli americani ha donato un’importante scoperta scientifica e a noi italiani, varesini in particolare, la gloria dei natali.

In rete è possibile trovare molti video in cui Fiorenzo Omenetto mostra come trasformare la seta, scoprire più di 20 incredibili nuovi tipi di utilizzo di uno dei materiali più eleganti della natura e produrre alcuni articoli interessanti creati con questa fibra così versatile.

Importante anche l’invenzione che gli ha permesso di vincere nel 2012 il Grand Prize of the Inaugural President’s Challenge, concorso della Harvard University che coniuga la scienza e la sostenibilità. Omenetto, insieme a un altro italiano, Livio Valenti, è stato premiato per il progetto di commercializzazione della tecnologia che sfrutta una proteina estratta dalla seta, la fibroina, per eliminare il problema della refrigerazione dei vaccini.

Questa tecnica rende accessibili in tutte le parti del mondo i vaccini, soprattutto dove sono maggiormente necessari e difficili da distribuire, a causa della mancanza dell’infrastruttura necessaria per garantire la loro costante refrigerazione.

In sostanza Omenetto ha scoperto che la seta ha la capacità di proteggere i vaccini, rendendoli resistenti alle temperature elevate.

E questa proprietà consente di eliminare la necessità di ricorrere alla refrigerazione durante il trasporto e lo stoccaggio, espandendo l’accesso all’immunizzazione per chi vive nei Paesi in via di sviluppo.

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