La terza fase per l’ospedale Del Ponte è fondamentale. Senza concludere i lavori come sono stati progettati, si rischia infatti di non avere una struttura all’altezza delle aspettative. L’allarme viene lanciato da del Ponte del Sorriso.
«La ristrutturazione ed ampliamento dell’ospedale Del Ponte era prevista fin dallo studio di fattibilità, in tre fasi – spiega Crivellaro – Tale modalità è stata sempre riportata in tutte le varie progettazioni via via approvate dalla Regione Lombardia, che hanno sempre compreso ed evidenziato la necessità della terza fase a livello sanitario». Lo stesso assessore , in risposta al consigliere , nella Commissione Consiliare Sanità del 18 settembre 2013, che chiedeva informazioni circa il nuovo polo materno infantile, fa riferimento alla progettazione preliminare redatta dal Cspe di Firenze, approvata nel 2008, quale progetto per realizzare un “centro di eccellenza materno infantile” contenente ovviamente la terza fase. Non solo, viene citato come interlocutore sinergico e fondamentale il Comune di Varese.
« Il consiglio comunale, che ringraziamo di cuore, ha inviato una lettera aperta al presidente che dovrebbe essere, quindi, tenuta in alta considerazione – fa notare Crivellaro – Il direttore generale e il direttore amministrativo hanno fatto un lavoro eccezionale per portare a compimento la seconda fase. Il nuovo padiglione è tutto quanto si possa desiderare per accogliere e curare i bambini in serenità». Di
fatto, però, senza la terza fase l’ospedale resterebbe incompleto. «La terza fase, oltre ad essere il completamento del quarto di un piano rimasto al rustico nel padiglione nuovo, è la ristrutturazione del padiglione attuale per creare nuovi servizi e ospitare le specialità pediatriche rimaste sparse sul territorio l’abbattimento dell’ottagono per realizzare nuovi ambulatori, studi medici più funzionali alla portata del nuovo ospedale, spazi per la ricerca» rimarca Crivellaro.
L’ultima parte del nuovo padiglione è quasi attaccata all’ottagono «proprio perché ne era prevista la demolizione – conclude Crivellaro – La hall è una minima parte dell’intervento ma anch’essa fondamentale, non un abbellimento estetico. Senza sfarzo, ma degna di un ospedale di rilievo, con un ingresso separato del Pronto Soccorso delle mamme e delle donne da quello comune a tutti. Se non venisse realizzata vorrebbe dire un ridimensionamento del progetto del Ponte del Sorriso. Noi stiamo dalla parte dei bambini, delle mamme e delle donne».













