Neonata morta, il mistero s’infittisce

L’autopsia sul corpicino non scioglie il giallo: quando è nata era viva? Di certo era arrivata al nono mese. La madre, ancora ricoverata, è accusata di occultamento di cadavere. Nessuno sapeva della gravidanza?

– Era perfettamente formata e non aveva segni di trauma la neonata trovata morta nascosta in una valigia in un appartamento in provincia di Catanzaro. Ieri è stata eseguita l’autopsia, ma rimangono ancora molti i dubbi sulla vicenda.
Resta un giallo quella della neonata trovata morta e chiusa in un trolley a Montepaone, in provincia di Catanzaro. Data alla luce lunedì da una donna varesina in vacanza con il marito in Calabria, la piccola è deceduta per cause che l’autopsia non è riuscita a stabile. Almeno non dal primo esame eseguito ieri sul corpicino della neonata. Occorrerà attendere l’esito degli accertamenti istologici per capire cosa ne abbia causato il decesso e se al momento della nascita fosse viva o meno.

Il mistero quindi si infittisce e allunga l’attesa e le ombre intorno alla famiglia varesina. Trentaduenne di origine ucraina lei e idraulico di quarant’anni lui, la coppia di varesini ha altri due figli di otto e dodici anni e insieme erano in vacanza dai parenti a Montepaone. Proprio nell’appartamento di villeggiatura la donna avrebbe dato alla luce la bambina e poi si sarebbe recata al pronto soccorso dell’Ospedale di Soverato, lamentando dolori addominali e perdite vaginali. Sono stati i medici ad accorgersi che in realtà aveva appena partorito e ad allertare le autorità.
I carabinieri hanno perquisito l’abitazione dei suoceri della coppia, di cui erano ospiti, e fatto il macabro ritrovamento: il corpicino della bimba era stato avvolto in un asciugamano e chiuso in un trolley dentro un armadio.
La coppia non ha saputo spiegare l’accaduto. Le dichiarazioni della donna, in stato di choc, sono incongruenti. Agli inquirenti ha riferito di aver abortito spontaneamente al terzo mese di gravidanza, ma la neonata è perfettamente formata e, come ha evidenziato l’autopsia, nata al termine dei nove mesi.

Il marito da parte sua nega ogni coinvolgimento, sostenendo di aver soccorso la moglie che non si sentiva bene e di non sapere nulla della gravidanza. Possibile? Il racconto sicuramente non convince gli inquirenti che hanno accusato la donna, ancora ricoverata in ospedale a Soverato, di occultamento di cadavere.
Si cerca anche di capire se qualcun altro possa essere coinvolto nella vicenda ed aver aiutato la donna a partorire. La Tac eseguita sul corpo della piccola non ha mostrato traumi, fatto improbabile nel caso in cui avesse davvero fatto tutto da sola, senza assistenza. Solo gli esiti dell’autopsia potranno chiarire ogni dubbio. L’esame è stato eseguito dagli specialisti dell’Ateneo Catanzarese, Giulio Di Mizio, Isabella Aquila e dall’anatomopatologo Santo Giovanni Lio, che dovranno consegnare la propria perizia entro sessanta giorni. Sono stati loro a vagliare ogni aspetto medico, per oltre quattro ore, sul corpicino della neonata, ma solo gli esami di laboratorio potranno dare le certezze richieste dalla Procura di Catanzaro e dai carabinieri della Compagnia di Soverato che conducono le indagini.