VARESE – Sorpreso con mezzo chilo di hashish in macchina, ottiene la messa alla prova dopo una donazione alla comunità di San Patrignano. Imputato un marocchino di 42 anni. Dovrà svolgere lavori di pubblica utilità. Se il percorso sarà completato, il reato verrà dichiarato estinto.
L’uomo è stato ammesso alla probation giudiziale. La misura prevede lo stop al processo per fatti di minore gravità. Tra i requisiti c’è il risarcimento del danno. In questo caso l’accusa era detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, con l’ipotesi di lieve entità. Non essendoci una persona offesa diretta, il pubblico ministero d’udienza, Arianna Cremona, ha indicato come destinatario della condotta riparatoria un ente impegnato nel recupero dei tossicodipendenti. La proposta è stata accolta dal difensore, l’avvocato Cecilia Gandini. L’imputato, disoccupato, ha versato 300 euro alla comunità terapeutica fondata da Vincenzo Muccioli.
La somma è stata ritenuta adeguata dal giudice del Tribunale di Varese, Letizia Bibbiani, che ha disposto la Map. L’Uepe dovrà definire il programma: 240 ore di attività in un anno. Al termine, in caso di esito positivo, il reato sarà cancellato. La verifica finale spetterà allo stesso magistrato, che ha fissato udienza a marzo 2027. Il 42enne, residente a Varese, era stato fermato a Besozzo nel luglio 2017. Durante il controllo furono sequestrati cinque panetti di hashish nascosti nell’auto.













