«Caro Renzi, dacci Pedemontana L’Autolaghi prova a usarla tu»

«Caro Renzi, vieni una mattina a fare un viaggio da Varese a Bergamo. Ti paghiamo pedaggi e benzina. Poi vediamo se Pedemontana non è urgente». La provocazione è di Franco Colombo, presidente di Confapi Varese e Lombardia, dopo l’appello del presidente di Regione Roberto Maroni alla mobilitazione generale per convincere il Governo della necessità di dare il via libera alla defiscalizzazione di Pedemontana, ancora slittata lunedì al Cipe.

Il fronte degli imprenditori è caldo su questo tema. La prima a rispondere alla chiamata è Confartigianato Lombardia, che rilancia il messaggio «defiscalizzazione subito su Pedemontana e Brebemi».

Il presidente di Confapi Franco Colombo si rivolge direttamente al premier Matteo Renzi e lo invita a testare sul campo cosa significa percorrere quei 100 chilometri di A8 e A4 che, senza Pedemontana, dividono la Città Giardino da quella del neo-sindaco Gori.

«Visto che è senza auto blu, siamo disposti a pagargli il treno fino a Varese e poi benzina e pedaggi autostradali per raggiungere Bergamo una mattina di un giorno feriale. Poi ne riparliamo, del Cipe».

Colombo chiede serietà: «I patti vanno rispettati, se la defiscalizzazione è stata annunciata la si deve garantire e se un’infrastruttura è stata iniziata deve essere conclusa, perché le aziende investono in base alle prospettive di sviluppo di un territorio».

«Quanti 80 euro potrebbe risparmiare il sistema economico lombardo se si completasse un’infrastruttura come Pedemontana? Per il nostro territorio doveva essere ancora più strategica di Expo, perché rimarrà ben oltre il 2015, invece ancora non si sa quando sarà terminata». Non ha dubbi nemmeno il presidente della Camera di Commercio di Varese, Renato Scapolan: «Pedemontana è una necessità per il nostro territorio. Se si parla tanto di lavorare sulle infrastrutture per lo sviluppo e per la competitività delle nostre imprese, la prima cosa da fare deve essere portare a compimento le opere che sono già in fase di realizzazione». Temporeggiare, da questo punto di vista, è inaccettabile: «Al di là delle questioni politiche e tecniche di merito, ha perfettamente ragione il nostro governatore Maroni, quando chiede che il Governo prenda una posizione netta. Non si può non prendere una decisione e spostare la seduta del Cipe: una volta per tutte, si decida».

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