Ci saranno anche i cassaintegrati in deroga della provincia di Varese, con i loro colleghi lombardi, questa mattina a Roma, davanti a Montecitorio, per chiedere a gran voce il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.
Ad organizzare il presidio, che sarà ripetuto giovedì per i lavoratori del centro sud Italia, i sindacati di Cgil, Cisl e Uil Lombardia, che ieri mattina a Milano, nella sede della Uil, hanno fatto il punto della situazione sulla cassa integrazione nella nostra regione.
Alla riunione sono stati invitati tutti i parlamentari lombardi ed all’appello hanno risposto tre deputati del Pd: Guido Galperti (Brescia), Cinzia Fontana (Cremona) e Giuseppe Guerini (Bergamo), oltre al capogruppo democratico in Regione Enrico Brambilla.
In provincia di Varese le cose vanno male perché aumentano tutte e tre le tipologie di cassa integrazione. Un primo semestre dell’anno preoccupante per l’economia varesina; il numero di ore di cassa ordinaria richieste nei primi sei mesi del 2014 supera i nove milioni ed è il dato peggiore di tutta la Lombardia, in diminuzione rispetto al primo semestre 2013 ma in aumento rispetto al secondo semestre dell’anno scorso. Passando ai dati sulla cassa straordinaria , la situazione non migliora; le ore richieste sono in aumento rispetto al 2013 e Varese, a livello regionale, è dietro soltanto ai distretti di Milano e Brescia.
Il numero di ore richiesto per la cassa in deroga sul nostro territorio è di due milioni e mezzo, dato in aumento rispetto al primo semestre dello scorso anno ma in diminuzione rispetto agli ultimi sei mesi del 2013. Totale: in questo primo semestre 2014, in provincia di Varese sono state chieste 21 milioni e 350 mila ore di cassa integrazione, contro i 18 milioni e 400 mila del secondo semestre 2014.
«È evidente la forte sofferenza dei poli industriali di Varese, Bergamo e Brescia; la crisi purtroppo prosegue e la situazione sta diventando insostenibile» ha sottolineato Danilo Margaritella (Uil).
Adesso l’urgenza è il rifinanziamento, chiesto a gran voce da lavoratori e sindacati, della cassa in deroga; da sette mesi circa, migliaia di lavoratori lombardi non percepiscono alcuna indennità. In provincia di Varese, le imprese coinvolte sono circa 700 per un totale di circa 3.500 lavoratori, una rappresentanza dei quali sarà in piazza oggi a Roma.
«Bisogna ascoltare di più i lavoratori e meno i professori di cui stiamo ancora aspettando le ricette per uscire dalla crisi – ha affermato Gigi Petteni (Cisl) – Senza ammortizzatori sociali la coesione sociale non regge; evitiamo provvedimenti retroattivi perché sarebbe un macello».
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