Lo scorso anno erano in 24. Quest’anno sono in 44. Raddoppia il numero di bambini che frequenta il Centro di prima alfabetizzazione attivato alla primaria Galilei di Avigno, che accoglie bambini di età compresa tra i sei e i 14 anni arrivati da poco in Italia.
Due le sezioni: una per i 23 bambini piccoli, a cui sono sufficienti solo due o tre settimane per acquisire gli strumenti per seguire le lezioni con i compagni italiani.
Una per i più 21 grandi, che devono fare qualche sforzo in più per imparare la lingua e arrivano a fermarsi anche tre mesi.
Sui banchi ci sono ben 17 nazioni: Albania, Colombia, Costa d’Avorio, El Salvador, Ecuador, Filippine, Grecia, Inghilterra, Libano, Pakistan, Perù, Repubblica Domenicana, Romania, Senegal, Siria, Tunisia e Ucraina.
I due paesi più rappresentati sono l’Albania e la Siria, anche a causa dei recenti sbarchi e dalla fuga del conflitto interno al Paese. I siriani infatti sono arrivati a seguito dei disordini che ci sono stati nel Paese: ad oggi nel centro ce ne sono cinque, tre della scuola primaria e due della secondaria.
A seguire i bambini ci sono tre maestre: due educatrici comunali e una maestra assegnata dall’ufficio scolastico provinciale.
Il tempo dedicato all’accoglienza del minore straniero viene potenziato con il coinvolgimento della famiglia, che viene informata e orientata.
In classe sono promosse anche attività di laboratorio che permettano al minore straniero di esprimere stati d’animo ed emozioni, di interagire con i compagni e gli educatori in una situazione di gioco. I bambini, terminata l’esperienza al centro culturale, verranno inseriti nelle classi di appartenenza. Durante il percorso saranno accompagnati da mediatori culturali.
Il plesso più rappresentato è il comprensivo Don Rimoldi, con ben 11 studenti alla don Rimoldi e sette alla IV Novembre. Grande l’affluenza anche dal comprensivo Anna Frank,con cinque bambini della Parini e sei dell’Anna Frank. I quartieri di Belforte, Bustecche, San Fermo e Valle Olona, per il costo inferiore degli alloggi, sono infatti quelli dove più facilmente gli stranieri trovano una soluzione abitativa. Ci sono anche situazioni di più famiglie che vivono insieme per dividere le spese.
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