La ricerca, nostro fiore all’occhiello

Il settore della bioeconomia tira: in provincia 41 imprese e 383 addetti, con un clamoroso boom recente. Oggi e domani forum a Lodi. «Il futuro è nella collaborazione fondamentale tra università e industrie»

Un settore economicamente ancora di nicchia, ma dalle grandi potenzialità a livello di sviluppo e di creazione di posti di lavoro, anche in provincia di Varese. Stiamo parlando della bioeconomia, che sarà protagonista oggi e domani a Lodi nella quinta edizione dell’Ifib, il forum sulle biotecnologie industriali, con la presenza di oltre 200 partecipanti provenienti da una decina di Paesi dell’area euromediterranea.

Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano, le imprese che si occupano di ricerca in Lombardia sono cresciute come numero del 30% in un solo anno. Un vero e proprio boom, che ha investito anche il nostro territorio. Attualmente, a livello regionale, sono 900 le aziende attive, che danno lavoro a circa 8mila addetti; nel 2010 le imprese del settore erano 728. La stragrande maggioranza è localizzata ovviamente a Milano, ma anche Varese si difende con le sue 41 realtà attive, per un totale di 383 addetti. Entrando nel dettaglio dei vari campi della ricerca in cui sono impegnate queste imprese, nel Varesotto il ramo dove si concentra il numero maggiore di aziende (23) è quello della ricerca e dello sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria, con un totale di 246 addetti. Nel comparto della ricerca e dello sviluppo sperimentale delle biotecnologie – proprio il settore che sarà protagonista del forum di Lodi – risultano attive 6 imprese che occupano 28 addetti; nel campo della ricerca sperimentale delle scienze sociali e umanistiche è invece attiva una sola impresa. Ad impressionare non sono tanto i numeri, che mostrano come questo settore dell’economia sia ancora una nicchia, quanto la crescita del comparto in soli cinque anni come numero di imprese operative.

Prendendo in esame il campo delle biotecnologie, ad esempio, a livello lombardo si è passati dalle 39 aziende del 2010 alle 132 del secondo trimestre del 2015. Una crescita importante che riguarda anche la provincia di Varese: qui, nel 2010, era operante soltanto un’azienda biotecnologica, mentre nel 2014 il numero è salito a 6 e nel 2015 a 9, facendoci collocare al quarto posto regionale alle spalle soltanto di Milano, Brescia e Lodi. «L’innovazione e il trasferimento tecnologico sono alla base dello sviluppo della bioeconomia – afferma Giovanna Speranza, docente di chimica organica all’Università di Milano e componente del Consorzio italiano della biocatalisi, che organizza Ifib – L’obiettivo del forum è riunire competenze e know-how di partner accademici e industriali, per potenziare la collaborazione tra università e impresa. Un’opportunità concreta per le imprese che vogliono crescere». Un settore in forte espansione, con grandi possibilità di sviluppo.