– «Stiamo diventando il punto di riferimento per i neodiplomati del territorio: lo dimostra l’aumento delle immatricolazioni avvenuto nel 2014 senza che vi sia stata l’apertura di nuovi corsi di laurea. L’obbiettivo dichiarato è essere un polo di attrazione per coloro che cercano un’università moderna ed a misura d’uomo».
La relazione del rettore Alberto Coen Porisini, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico all’Università dell’Insubria, fa emergere il raggiungimento di un traguardo importante, certificato non solo dai numeri, ma soprattutto dalla percezione di una comunità intera: Varese ha davvero la sua università.

Il magnifico rettore Alberto Coen Porisini
(Foto by Varese Press)
Ciò significa essere entrati nella percezione dei fruitori (studenti e famiglie) come scelta primaria nella prosecuzione del proprio corso di studi: un cambiamento epocale, anche rispetto al recente passato, per una città che ha spesso dovuto guardare lontano da sé per la formazione successiva alla scuola dell’obbligo. La scalata non è casuale; Coen ne cita alcuni passaggi: «L’attenzione al rapporto tra la formazione accademica ed il mondo del lavoro di cui la recente career week, dedicata all’incontro tra ragazzi ed aziende, è esempio importante; la strada dell’internazionalizzazione, percorsa attraverso le convenzioni con prestigiosi atenei stranieri e l’introduzione dell’inglese come lingua di insegnamento; il rafforzamento del “diritto allo studio”, tramite la garanzia di borse di studio agli studenti idonei e meritevoli».
La consapevolezza del territorio deriva anche da iniziative di successo espressamente dedicate allo scopo.
«Pensiamo, per esempio, alla “Notte dei ricercatori” – continua il rettore – che ha portato più di tremila ragazzi a passare del tempo nei laboratori e nelle aule, oppure alle mostre come “I predatori del microcosmo” o alle altre collaborazioni con le scuole».

La lectio magistralis del professor Paolo Grossi
(Foto by Varese Press)
L’assessore alla Cultura e Vicesindaco Simone Longhini non può che confermare la nouvelle vague: «L’università dell’Insubria è motivo di vanto e di orgoglio – afferma – Aumento delle immatricolazioni significa più figure professionali in vari settori e quindi più utilità, tutti aspetti che ricadono, portando enormi benefici, sulla nostra città».
Passando dal particolare al generale, davanti alla gremita platea convenuta nella sede (ancora per poco) di via Ravasi, Alberto Coen Porisini ha parlato di risorse al sistema universitario: «Vogliamo mantenere l’ottimismo dello scorso anno: almeno sulla carta, la legge di stabilità prefigura che i tagli previsti per il 2015 vengano compensati da un aumento di importo analogo della cosiddetta quota premiale. Mancano, però, decreti ministeriali effettivi che concretizzino queste buone intenzioni».
Dal primo gennaio, l’ateneo varesino ha adottato la contabilità economico patrimoniale, tipica del mondo privatistico: «Il passaggio non è stato semplice, ma abbiamo limitato i disagi a tal punto che altre realtà sono venute a vedere come abbiamo risolto i problemi. Dalle scritture emerge una positiva capacità di autofinanziamento e quella di finanziare ulteriori investimenti».
Nel finale, l’auspicio per il futuro: «Metteteci alla prova, vogliamo fare la nostra parte in una società che ha bisogno di valorizzare il merito: sono pronti i docenti, il personale tecnico-amministrativo ed anche i nostri studenti».













