Lombardia a burocrazia zero Stavolta l’accordo è bipartisan

Lombardia a burocrazia zero
Stavolta l’accordo è bipartisan

«Lombardia a burocrazia zero», tutto il Pirellone dice sì. Ma non basta. L’assessore al bilancio Massimo Garavaglia chiede a Roma «interventi sulla leva fiscale» per frenare l’emorragia verso la Svizzera: «Le 270 aziende che vanno a Chiasso per capire come trasferirsi in Svizzera rischiano di farci perdere lo stesso numero di posti di lavoro dell’Ilva di Taranto».

Ieri pomeriggio si è registrata la convergenza di tutti i gruppi in consiglio regionale sulla mozione, primo firmatario Francesco Dotti di Fratelli d’Italia, che chiede alla giunta di intervenire sul Governo per far rientrare la Regione Lombardia tra le “zone a burocrazia zero” definite da una legge del 2010 e ad attivare iniziative «per favorire lo start up imprenditoriale lungo la fascia di confine, evitando così il pendolarismo di aziende e lavoratori».

L’obiettivo è di «garantire tempi brevi e procedure più snelle nelle pratiche burocratiche, stabilendo per esempio la chiusura dei procedimenti amministrativi entro 30 giorni dal loro avvio». Sul punto è intervenuta anche la consigliera leghista Francesca Brianza: «Questa è una delle proposte da attuare per rendere accrescere la competitività delle nostre imprese». Da parte sua, l’assessore al bilancio Massimo Garavaglia ha promesso ulteriori interventi di

«sburocratizzazione e semplificazione per tutto quel che compete alla Regione», ma ha anche puntato i riflettori sulla questione fiscale. «L’aumento Iva che fa crollare il gettito, dimostrando che oltre una certa soglia le tasse non si possono alzare, e l’aumento dell’Ires sono provvedimenti insostenibili per la nostra economia. Il modello dello sconto benzina dimostra invece che in alcuni casi tagliando le tasse si aumentano gli incassi».

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google