La passione per il proprio lavoro, la qualità del prodotto ed il valore assoluto del made in Italy; sono gli ingredienti vincenti che dal 1950 animano l’attività della Parah di Gallarate, azienda tessile con un centinaio di dipendenti, a conduzione famigliare, un grande classico del sistema produttivo della provincia di Varese.
Alla Parah, che dal 1987 si è trasferita in corso Leonardo da Vinci in uno stabilimento storico, da 10mila metri quadrati, dove un tempo sorgeva il cotonificio Bellora, si cura ogni minimo dettaglio del prodotto che si sta realizzando.
Tradizione e modernità si fondono perfettamente nei costumi da bagno e nei capi di intimo che nascono a Gallarate, dove lavorano un team di giovani stiliste e modelliste di età compresa tra i 20 e i 35 anni, lo staff creativo e coloro che cuciono i prototipi, anche in questo caso donne, una quindicina in tutto, più una decina di collaboratori esterni che si dedicano alla ricerca più pura.
Nello stabilimento di Gallarate, non solo vengono ideati e concepiti i capi di abbigliamento; in un’altra zona del sito si tagliano i tessuti, che vengono acquistati nel 90% dei casi da fornitori italiani e nel restante 10% europei. Alcuni vengono tagliati a macchina, mentre quelli più delicati a mano; solo la fase dell’assemblaggio viene affidata all’esterno, ad artigiani, per la maggior parte attivi in provincia di Varese.
Il prodotto finito ritorna in Parah per l’ultimo controllo di qualità e viene poi spedito dal magazzino ai circa 2.300 rivenditori, alle cinque boutique monomarca di proprietà ed a quelle in partnership, di cui 7 in Italia e 14 all’estero; gli agenti di vendita dei prodotti Parah sono sparsi su tutto il territorio nazionale.
Durante la nostra visita, abbiamo potuto dare un’occhiata anche alle nuove collezioni che si trovano nell’ampio showroom dove avvengono le sfilate, a cui partecipano i rivenditori e gli agenti.
«Stiamo già lavorando sulla collezione primavera-estate del 2016 – spiega Gianluca Piazzalunga, presidente di Parah e figlio di Edda Paracchini e di Giovanni Piazzalunga, i fondatori del marchio negli anni ’50 – In tutte le collezioni rispettiamo i temi che caratterizzano da sempre il nostro brand: la storia dell’arte e l’architettura». La collezione 2015 si è ispirata ad esempio al liberty, mentre l’idea base di quella 2016 è ancora top secret.
«La crisi economia ha ovviamente toccato anche noi – sottolinea Piazzalunga – ma rimanendo focalizzati sui nostri valori e principi, che sono la qualità, il made in Italy e la passione per il lavoro, abbiamo reagito e ci siamo aperti verso l’estero, in particolare sui mercati di Russia, Cina ed Emirati Arabi Uniti». Tre mete scelte non a caso, dove l’azienda di Gallarate mette i suoi prodotti di eccellenza, appoggiandosi sul posto a distributori locali che conoscono meglio le caratteristiche del mercato da conquistare.
«Un altro aspetto fondamentale della nostra attività – prosegue il presidente – è la ricerca, il cuore della nostra azienda: tutto è basato sull’ innovazione di prodotto e soprattutto sul comprendere in anticipo quali saranno i gusti e le tendenze del mercato».
Ciliegina sulla torta, il valore assoluto del made in Italy, apprezzato più all’estero che nel nostro Paese. «Sono orgoglioso di essere italiano – conclude l’imprenditore gallaratese – l’impegno mio e della mia famiglia è quello di mantenere la nostra realtà sul nostro territorio, pur con tutte le difficoltà ben note».
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