Redditest con beffa a Varese Se abiti in città sei «evasore»

VARESE Uno strumento per combattere l’evasione fiscale, ma gli addetti ai lavori lo giudicano perfezionabile, se non inutile. È il Redditest, nuovo software dell’Agenzia delle Entrate per verificare il rischio di controlli fiscali. Uno strumento che non premia Varese: essendo basato anche su un criterio territoriale, chi vive nella nostra provincia è più a rischio di un qualsiasi altro italiano. Il nuovo sofware è online da pochi giorni sul sito dell’Agenzia delle Entrate: basta inserire il reddito e le principali spese sostenute durante l’anno, e il programma calcolerà la coerenza tra il reddito dichiarato e il tenore di vita. Le spese quotidiane, come alimentari o abbigliamento, verranno presunte dal programma stesso, seguendo i parametri del costo della vita nelle varie città. E Varese, nonostante sia la città lombarda con il più alto tasso di disoccupazione, è ancora tra i centri simbolo di benessere. I Caf e i professionisti, in questi giorni, sono alle prese con l’Imu e le scadenze di fine anno. Ma un’occhiata al nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate l’hanno data, e le impressioni non sono favorevoli. «La logica di fondo è quella giusta – dice Denis Seghetto, referente provinciale dei tributaristi – perché confrontare reddito e spese è il solo modo per capire chi evade. Così com’è, però, serve solo a generare allarme». Il software è solo apparentemente facile da usare: i dati richiesti non sempre sono chiari, e non è possibile avere un’interazione diretta con qualche operatore

per chiarire i dubbi. Chi non ha competenze specifiche, insomma, al semaforo rosso di un reddito incoerente rischia di finire nel panico, anche perché non è possibile capire dove sia l’errore: non è possibile capire quale sia il dato che non fa combaciare il nostro reddito alle nostre spese. Un effetto psicologico probabilmente voluto.Spetta ai professionisti tranquillizzare l’utenza: «Saranno tante le famiglie varesine che, alla prova del Redditest, riceveranno il bollino rosso – assicura Antonio Centorrino, responsabile del Caf di Uniascom – questo prima di tutto perché il programma è ampiamente perfezionabile. Troppo pochi i dati chiesti, e troppi, soprattutto, quelli presunti dal programma in base ai dati medi». Un esempio lo fa ancora Seghetto: «Come fa il programma a sapere se un utente varesino con un reddito inferiore ai 20 mila euro, ad esempio, riesce a risparmiare facendo sempre la spesa al discount? È contemplata questa possibilità? Eppure basta poco per cambiare i risultati del test».Ancora più tranchant Ugo Beretti, responsabile provinciale del Caf Cgil: «Lascia un po’ il tempo che trova».Come dimostra il fatto che, a parità di spese e di redditi, una coppia fuori legge a Varese può dormire sonni tranquilli nel Sud Italia (vedi il box accanto». Insomma, è la prova che il Redditest, come dicono tutti gli addetti ai lavori, deve ancora essere messo a punto. Soprattutto perché non è detto che in altri territori la vita sia effettivamente così tanto più semplice rispetto a Varese.

s.bartolini

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