Bilancio 2013 della Provincia: lo Stato non trasferisce più nulla, metà delle opere pubbliche finanziate con i ristorni dei frontalieri.
Sono quattro milioni e mezzo sui quasi 11 milioni di euro di investimenti previsti nel bilancio 2013 di Villa Recalcati, varato nei giorni scorsi dal commissario straordinario ed ex presidente .
I ristorni serviranno a finanziare una parte degli interventi del piano delle opere pubbliche dell’anno in corso, che spenderà oltre sei milioni per l’edilizia scolastica e circa tre milioni e 200 mila euro per la viabilità e le strade.
I fondi dei ristorni copriranno le esigenze economiche di varie opere di manutenzione e messa a norma degli edifici scolastici, tra cui spicca l’ampliamento dell’Isi Daverio di Varese per due milioni e mezzo di euro, ma anche la valorizzazione del patrimonio viario per 580 mila euro. Tra le altre opere previste per il 2013 ci sono 1,3 milioni di manutenzione strade, finanziati con i residui dei ribassi d’asta di altre opere.
Opere nelle zone di confine
«Sono gli stessi fondi che la Svizzera gira ai Comuni di confine per circa 800 franchi all’anno per ciascun lavoratore frontaliere – spiega il commissario Galli – nel caso dei Comuni che non raggiungono una popolazione frontaliera pari o superiore al 4% i fondi vengono girati alla Provincia che li usa per realizzare opere pubbliche nelle zone di confine. Il ministero ce li gira sempre con due/tre anni di ritardo».
In un bilancio che vede sparire da un anno all’altro dieci milioni di euro di trasferimenti statali, i ristorni dei frontalieri rappresentano un’entrata fondamentale. Soprattutto in un piano delle opere che non prevede l’accensione di mutui.
Saldo negativo:colpa dello Stato
Varese è rimasta infatti una delle cinque o sei province, su tutte e 110, ad avere un saldo negativo tra risorse in uscita verso Roma e trasferimenti in entrata dallo Stato centrale.
«Non solo viviamo di tassazione locale e non riceviamo un euro dallo Stato centrale, se non qualche risorsa dalla Regione finalizzata a progetti e opere specifiche, ma siamo addirittura nella condizione di sperimentare una sorta di federalismo fiscale al contrario, visto che ci troviamo a dover restituire una parte della tassazione locale incassata».
Un pizzico di fortuna in più ce l’ha invece il capoluogo: il Comune di Varese beneficerà di un 10% di “sconto” nei tagli ai trasferimenti previsti dalla spending review, riveduti e corretti dal ministero dell’Economia in seguito al decreto sblocca-crediti.
Dai cinque milioni ipotizzati inizialmente si passa a 4,5 milioni di risparmi imposti da Roma sui “consumi intermedi” di Palazzo Estense, secondo l’elaborazione messa a punto ieri del Sole 24 Ore sugli oltre due miliardi di euro di ulteriori sacrifici richiesti alle amministrazioni comunali.n Andrea Aliverti
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