Pdl, sulla fiducia al governo Letta si consuma la spaccatura. Moderati alfaniani contro fedelissimi di Silvio: la base varesina è confusa e invoca “unità” nella nuova Forza Italia. Altrimenti saranno dolori: e poltrone a rischio un po’ dappertutto, con la nuova geografia che indebolirebbe l’ex Pdl rispetto agli alleati della Lega Nord, soprattutto in Lombardia.
Il momento è di quelli epocali, dopo la sfida lanciata da Alfano contro Berlusconi: già si parla di nuovi gruppi parlamentari autonomi. «Siamo stati tutti con il fiato sospeso» ammette il consigliere regionale . Ora cosa accadrà nella base varesina? Il presidente del consiglio regionale è legato sia a , che è tra i leader più attivi della compagine moderata al Senato, che a , uno dei ministri dissidenti.
Ma predica unità: «Non abbiamo bisogno di una crisi, ma di un governo. Se fossi stato al Senato avrei anch’io votato la fiducia – commenta Cattaneo – quello che è avvenuto nel Pdl può sconcertare molti ma è carico di significati politici. Si apre una fase nuova, nella quale posizioni politiche sostenute con chiarezza e forza possono prevalere su indicazioni calate dall’alto».
«Non mi sfugge il significato politico di questo evento, che rappresenta una indicazione netta anche per la nascente Forza Italia, un partito che dovrà essere democratico e legittimato dal basso, dal territorio, da scelte discusse e condivise ad ogni livello. Al tempo stesso va riconosciuto lo sforzo di garantire l’unità del partito». E se a Roma si va verso la spaccatura, chi sta a Milano, dove il Pdl tutto sommato è compatto, auspica «chiarezza nel partito – afferma Cattaneo – un confronto leale e franco sulla linea politica e non pateracchi o peggio rigurgiti rapaci e vendicativi».
Niente fughe in avanti, insomma. Anche Marsico si augura che «non si verifichino scissioni, perché occorre marciare a ranghi serrati e compatti per essere più incisivi nell’azione di governo, a Roma e anche in Lombardia, dove ci sono ottimi rapporti». Ma se i nuovi gruppi parlamentari sorgeranno davvero, «vedremo quale atteggiamento assumeranno l’amico Cattaneo e i suoi in Regione».
D’altra parte «la sua scelta Berlusconi l’ha fatta dopo che ha sentito i coordinatori regionali che gli hanno riportato l’umore delle periferie» scommette , presidente di Agorà, l’associazione che riunisce l’area laica in provincia di Varese.
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