Il nubifragio di giovedì sera ha martoriato la provincia, e i suoi effetti si sono protratti per tutta la giornata di sabato. I vigili del fuoco, in particolare, sono stati impegnati in ben trenta interventi durante la giornata, tutti per riparare ai danni meno gravi provocati dalla tempesta: alberi pericolanti da tagliare, tegole sollevate da mettere in sicurezza, cavi elettrici sospesi minacciati o addirittura danneggiati da piante che, messe a dura prova giovedì sera, non hanno resistito al vento molto più modesto di venerdì.
Nella giornata di venerdì gli interventi sono stati più di trecento: da Saronno a Luino, la bufera ha messo a dura prova soprattutto gli alberi, che sono caduti creando disagi. La circolazione dei treni venerdì mattina è stata a dir poco difficoltosa a causa di rami caduti sui cavi che conducono la corrente necessaria alla locomozione dei treni, ma anche le strade, come viale Milano a Gallarate o il Sempione a Busto Arsizio, sono state interrotte dai grossi rami caduti in mezzo alla carreggiata.
A Varese, i danni sono stati riportati soprattutto dai tetti: dopo il comignolo pericolante in via Garibaldi, sabato sono stati tre gli interventi per mettere in sicurezza delle tegole. Anche ad Induno, in pieno centro, è stato necessario intervenire su un tetto, oltre ad un altro intervento per togliere una pianta caduta sui cavi dell’alta tensione che solo per la pioggia non hanno causato un incendio. Gli altri interventi sono stati del tutto simili, e hanno tenuti impegnati i vigili del fuoco anche per tutta la giornata di sabato, Tutte conseguenze un po’ meno gravi del grosso nubifragio di giovedì.
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