Tares, batoste da seimila euro «A Varese c’è chi non pagherà»

La Tares ha già stangato i primi commercianti. Le proteste cominciano a farsi sentire ma ancora in molti devono ricevere il bollettino per pagare la terza rata della tassa sui rifiuti e servizi, la cui scadenza è a fine di ottobre e non si può rateizzare.

Cifre da capogiro, da mille a seimila euro: a chi ancora non sa quanto deve sborsare restano soltanto un paio di settimane di tempo. Per segnalazioni o anomalie ci si può rivolgere agli uffici comunali, ma il rischio di “evasione bianca” è elevato, come sottolinea l’Ascom, cioè è probabile che non tutti riusciranno a pagarla perché le cifre sono alte e il tempo è poco.

«Lo denunciamo da mesi e avevamo invitato tutti i Comuni a riconsiderare le aliquote da applicare, perché così non ce la facciamo più – dice il direttore di Confesercenti – è giusto fare la propria parte ma quando sono tartassate solo alcune categorie l’equilibrio si spezza. Ristorazione, bar, benzinai, florovivaismo e pizzerie tra le categorie più colpite, è improponibile. Stiamo organizzando un incontro pubblico, rivolto a tutti i commercianti, che fisseremo per giovedì o venerdì prossimo, per far sentire la voce, cercare un accordo, se no qua si chiude. E ora con la Tares arriva il colpo mortale».

«I parametri sono stati legalmente rispettati, si rientra nelle percentuali minime e massime previste da legge, e a Varese non siamo ai massimi, il vero problema è la differenza con le quote precedenti – aggiunge fiduciario Ascom Varese – tante categorie erano classificate sotto i livelli di legge, altre al di sopra, come ad esempio le banche, con limiti superiori, o i fruttivendoli, sotto i minimi, come la maggior parte dei pubblici esercizi. Ora l’incremento è esponenziale, una botta così forte e immediata in un momento difficile come questo è difficile da sostenere».

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