La ripresa arriva Ma va avanti piano

Gli economisti lo avevano previsto: la ripresa, quando ci sarà, si presenterà lenta. E ora forse ci siamo: secondo gli ultimi dati congiunturali elaborati da Unioncamere Lombardia, e confermati, a livello territoriale dalla Camera di Commercio di Varese, parlano di «una situazione di ripresa lenta ma stabile, con un ulteriore incremento della produzione industriale rispetto al trimestre precedente (+0,6% a livello regionale)».

Il primo trimestre del nuovo anno porta insomma un po’ di respiro tra le imprese, in particolare per le imprese di medie dimensioni, un dato «particolarmente indicativo – ha commentato Alberto Ribolla, presidente varesino di Confindustria Lombardia alla presentazione dei risultati – in quanto rispecchia l’importanza di questo segmento che in Lombardia è espressione di un’imprenditoria tra le più avanzate e innovative: è qui che si sviluppa il “medium tech” cioè la manifattura d’alta qualità in cui l’innovazione nasce all’interno delle imprese e cresce grazie ai collaboratori e al rapporto con clienti e fornitori».

I dati di crescita trimestrale registrati, di produzione, ordinativi e fatturato, non sono certamente di livelli sostenuti, ma costanti, e qui c’è tutta la positività del dato.

«Siamo in sostanza in una fase di ripresa lenta, ma stabile – ha spiegato Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia – dobbiamo operare quindi affinché la ripresa possa consolidarsi ed estendere i suoi effetti sull’occupazione e sugli investimenti, presupposti necessari per garanzie sul medio e lungo periodo». I dati occupazionali infatti non sono ancora in inversione di tendenza, ma le aspettative prevedono, almeno, una maggior stabilità per i prossimi mesi.

C’è un dato però che merita un’attenzione in più, perché fonte di novità rispetto a tutte le recenti congiunturali: è in crescita, a livello regionale, la componente interna della domanda.

Ovvero: il mercato nazionale ha ricominciato a tirare, mentre si è rallentata la componente estera. Certamente però, almeno per la provincia di Varese, l’estero resta strategico: nel primo trimestre 2014 si sfiora una quota del 43% del fatturato complessivo generato all’estero, più alta anche rispetto ai dati risalenti al periodo precedente alla crisi.

Guardando agli altri dati, complessivamente anche a livello provinciale si vanno rafforzando i segnali di recupero già emersi alla fine dello scorso anno: nel primo trimestre si è infatti registrata una crescita produttiva del 6,4%, la più alta a livello regionale (media lombarda è stata del +2,6%).

Particolarmente buono l’andamento dei settori della gomma-plastica (+11,6%) e della meccanica (+11%). interessanti anche le performance dell’abbigliamento (+5,7%) con il tessile (+2,7%) e il settore dei mezzi di trasporto (+3,5%). Positivo anche il dato relativo al mondo dell’artigianato, anche qui si evidenziano segnali incoraggianti: il tasso di variazione della produzione registra un positivo 3,4% di crescita rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Bisogna però ricordare che proprio il vasto mondo delle piccole e micro imprese ha pagato il prezzo più elevato di questi anni e questo dato, per quanto positivo, non riesce a compensare il deficit accumulato.

Considerando infatti l’indice della produzione artigiana varesina pari a 100 nel 2005, secondo l’elaborazione dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio, oggi lo stesso valore è sceso a quota 66,2 nel primo trimestre 2014, dopo essere arrivato al punto più basso raggiunto nel periodo gennaio-marzo 2013 con 64,3.

Se per l’artigianato l’indice dista oggi 33,8 punti da quello base del 2005, per l’industria il calo si riduce a 1 solo punto dopo aver toccato la massima differenza negativa di 12 nel secondo trimestre 2009.

Questi segnali positivi sono comunque importanti, perché contribuiscono nel risollevare la fiducia a tutti i livelli: l’85% degli imprenditori prevede un miglioramento o quantomeno una stabilità dei livelli produttivi per i prossimi tre mesi.

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