Si è svolta ieri l’assemblea generale della Confesercenti: le cifre presentate non sono confortanti, Varese è in linea coi dati nazionali che registrano ogni giorno 5 negozi di orto frutta, 4 macellerie, 42 del settore abbigliamento, 43 ristoranti e 40 pubblici esercizi, ma tra il 2008 e il 2013 mancano all’appello ben 224 mila titolari e dipendenti.
Nel segno della ripresa e di un possibile scenario futuro la Confesercenti ha puntato grande attenzione per il consueto incontro annuale sui giovani e sulla condivisione.
Lo slogan parla chiaro, “Chiudiamo la crisi, riapriamo le imprese”: il momento storico mette a dura prova e Confesercenti ha coinvolto esperti del mondo economico e universitario: dalla piccola impresa tradizionale ad modello nuovo, questo è il passo da compiere. In apertura un momento dedicato alla memoria di Laura Prati, sindaco di Cardano: dopo il minuto di raccoglimento l’assemblea prende il via con un video suggestivo. Come un tg, le breaking news annunciano la ripresa economica, poi un disturbo della sintonia, dissolvenza e saracinesche che si abbassano: da una parte i numeri
nazionali che scorrono e dall’altra le parole dei commercianti che hanno voglia di ripresa. La relazione annuale è stata presentata dal presidente e direttore Confesercenti Varese, Cesare Lorenzini e Gianni Lucchina, un discorso corale, come in una staffetta, le voci si sono alternate tra i diversi rappresentanti di settori e categorie (benzine, pubblici esercizi, alimentari, abbigliamento). Tra i risultati raggiunti c’è l’aumento della carta sconto per le benzine, il lavoro sui distretti del commercio e la recente proroga del pagamento della terza rata Tares dopo l’incontro della settimana scorsa con Comune e Aspem.
La pressione fiscale è aumentata, il lavoro è meno flessibile e più costoso, la burocrazia è la solita macchina trita-imprese, l’economia illegale che rappresenta l’11% del Pil pari a 174 miliardi che non paga tasse e contributi e fa concorrenza a chi opera alla luce del sole: impegno su servizi (orari, regolamenti, saldi), e innovazione e cambiamento che parta innanzitutto dalle imprese (a partire da internet e lingue straniere) nell’ottica di una maggiore partecipazione attiva nell’amministrazione, come spiegato dal neopresidente regionale Giorgio Ambrosioni (il cui vice da poco eletto è il varesino Lorenzini), il vecchio modello del reclamare è superato, il futuro è nella partecipazione condivisa nell’amministrazione e nelle scelte politiche. Alla fine dell’incontro in sala è arrivata anche la squadra della Cimberio.
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