Arancia meccanica va in Aula Omertà e paura per le vittime

«Non ricordo. Non ricordo. Non ricordo». Hanno rischiato di uscire dall’aula come indagati per falsa testimonianza i due fratelli vittime dell’incredibile violenza di branco consumatasi il 17 maggio 2011 in un garage di via Tarvisio a San Fermo.

Sono stati legati e appesi ad un gancio poi picchiati selvaggiamente. Uno dei due ha perso la milza a causa del pestaggio.

Una settimana prima di quel pomeriggio da Arancia Meccanica i due fratelli sono stati costretti nello stesso scenario ad avere un rapporto sessuale tra loro: sono stati filmati e quel filmato è stato utilizzato come arma di ricatto.

Tutto per un debito di droga: 40 grammi di hashish e 200 euro non pagati in tempo utile.

Due dei picchiatori sono già stati condannati: , 20 anni e proprietario del garage, è stato condannato a 14 anni in primo grado, il suo braccio destro , 21 anni, è stato a sua volta condannato a 11 anni e quattro mesi.

Oggi in aula davanti al collegio presieduto da sedeva il terzo presunto componente del commando, , 18 anni, il più piccolo del gruppetto, quello che avrebbe una posizione più marginale rispetto agli altri due. E davanti al collegio hanno testimoniato le due vittime.

A voce bassissima, tono dimesso e bugie o, quanto meno, versioni molto diverse «anzi del tutto discordanti», hanno sottolineato più volte sia il presidente che il pubblico ministero , da quelle rese ai carabinieri nell’immediatezza dei fatti. Tanto da spingere il presidente di collegio a chiedere più volte: «Lei di cosa ha paura? L’imputato non ha bisogno di essere tutelato. C’è un avvocato apposta».

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