Va sulla ciclabile e trova un serpente che sembra una vipera. Non si fa spaventare dall’aspetto minaccioso del rettile e, aiutandosi con un legnetto, lo fa entrare in un barattolo.
Poi lo porta, vivo, al veterinario che sono anni che chiede ai cittadini di non uccidere i serpenti, ma di segnalarglieli o di portarglieli per curarli gratuitamente qualora fossero feriti.
L’appello funziona. Capita infatti con una discreta frequenza che i cittadini portino al veterinario, che ha la clinica a Casbeno, i serpenti trovati lungo la loro strada. Alcuni li recapitano con la testa mozzata. A quel punto, insieme alla descrizione del tipo di serpente ucciso, si prendono anche una bella ramanzina, del tipo: «Ma doveva proprio ammazzarlo questo serpente?».
Capita anche che alle cure del veterinario vengano sottoposti serpenti non comunissimi nelle nostre zone. Come quello di ieri. «Si tratta di una Natrice Tessellata, un serpente d’acqua il cui disegno sul corpo può trarre in inganno in quanto assomiglia molto a una vipera. Anche la lunghezza è la stessa: circa 30 centimetri – spiega Schneider -È però l’occhio a svelarne la vera identità: la pupilla non è verticale come quella delle vipere, ma rotonda». La Natrice Tessellata – il cui aspetto “viperesco” non va a vantaggio della sua sopravvivenza – come tutti i serpenti in questa stagione, stava cercando un luogo dove trascorrere l’inverno in letargo.
L’esemplare, infatti, risulta piuttosto addormentato. «Lo riporterò dove è stato trovato – continua il veterinario – Sperando che a nessuno venga in mente di ucciderlo solo perché assomiglia a una vipera. O peggio: solo perché è un serpente. Animali che molti trovano ributtanti, ma che sono importantissimi nella catena alimentare».
Il consulto del veterinario è gratuito, proprio perché va nella direzione di rendere i serpenti più simpatici e familiari.
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